
Regolamentare, servire, rendere fruibile. Ovvero armonizzare. Sono gli stessi obiettivi contemplati dal progetto esecutivo dei lavori di completamento della Panoramica dei Ponti a dispiegare una realtà, già di per sé, di grande rilievo naturalistico e paesag-gistico e, pertanto, da rispettare nelle sue caratteristiche peculiari esistenti. Inserito nel più ampio programma di riqualificazione del qu

artiere Carmine Putìe, già interessato da azioni progettuali riguardanti la piazza, il sito su cui verranno realizzati i lavori giace su un costone roccioso ricoperto da una rigogliosa vegetazione che si affaccia sulla vallata Santa Domenica ed occupato, in sommità, dall'Istituto Professionale per il Commercio, dalla Chiesa della Madonna del Carmine e dall'annesso convento dei Carmelitani, oltre ch

e da alcuni fabbricati di proprietà privata. La sua posizione cardine, sia rispetto alla parte antica che a quella moderna di Ragusa, è in grado di fornire simultaneamente un'originalissima doppia veduta di cui non si può godere in nessun'altra parte della città. Una singolarità, dunque, che andava seguita sul doppio binario della rivisitazione-valorizzazione. A confermare tale chiave di lettura

sono i minimi ed indispensabili interventi progettati, quali la pavimentazione dei camminamenti, il superamento dei dislivelli presenti lungo tutto il percorso tramite l'inserimento di gradini in pietra calcarea locale, le recinzioni di sicurezza, l'allesti-mento dell'arredo urbano necessario alla sosta ed al deposito dei rifiuti, la manutenzione ordinaria dei muri a secco esistenti, il mantenimento d

ella flora esistente di pregio arricchita da alcune nuove essenze in sintonia e un'illuminazione sufficiente a rendere accessibile e suggestiva la panoramica nelle ore più buie.
L'area interessata dal progetto presenta infatti, su livelli diversi, una serie di terrazzamenti creati in passato a scopo agricolo, uno dei quali, nella parte centrale della Panoramica ed in corrispondenza dell'edificio sco

lastico, davvero suggestivo per l'ampia vista che regala su Ragusa Ibla ed il quartiere San Paolo. I terrapieni che li sostengono sono costituiti da muri a secco in pietra calcarea locale, che frequentemente poggiano su spuntoni di roccia calcarea affiorante e che in parte presentano spanciamenti o ammaloramenti di vario genere. La rigogliosa vegetazione, rimasta per molti anni incolta e abbandonata,

allo stato attuale è costituita da piante erbacee e da essenze arboree, quali agrumi, fico selvatico, fichi d'india, ailanto, alberi di noce e mandorli. In cattive condizioni, poi, sono anche alcune rampe di scale edificate in passato con la funzione di collegare i livelli sfalsati e costituite da gradini in pietra grezza, stesso materiale utilizzato per le canalette che servivano a convogliare le a

cque piovane verso la sottostante vallata; tali vestigia costituiscono comunque importanti testimonianze delle attività agricole che in passato si svolgevano nel sito.
L'esigenza di conciliare il più possibile interventi e paesaggio è stata tenuta in primaria considerazione nell'utilizzo di materiali naturali, quali la pietra calcarea locale ed il legno. Scelta che, infatti, si evidenzia nel rip

ristino dei percorsi naturalistici esistenti e nella creazione di nuovi percorsi pedonali, giacenti anche su livelli sfalsati ma che seguono comunque l'andamento del terreno, senza ricorrere, se non in qualche punto, a scavi o riporti di materiale, in modo da mantenere intatta la morfologia dei luoghi. Fruibili da diverse tipologie d'utenza, dal residente in cerca di svago al turista curioso ed in cer

ca di panorami affascinanti, tali camminamenti si snodano e si diramano lungo tutto il costone, ricongiungendo in tal modo i due punti di accesso all'area, che costituiscono l'inizio o la fine dell'itinerario paesaggistico: da un lato, la zona in cui termina la Panoramica esistente e, dall'altro, la scalinata che conduce a Largo San Paolo.
Per consentire un'agevole e “comoda” passeggiata, occorr

eva evitare che la vegetazione spontanea potesse invadere ed ostruire i percorsi: dunque, il ricorso ad una pavimentazione adeguata. Per i percorsi principali la soluzione che è apparsa più duratura ed in sintonia con il verde dei luoghi è stato il selciato di pietra calcarea dura dell'altopiano ragusano, a spacco di cava, lavorata alla martellina, collocata in “semiumido” su letto di sabbia co

mpattato, con il riempimento delle connessure in terra vegetale, in modo da rendere l'intervento poco invasivo ed impattante. Per i percorsi secondari, invece, è stata prevista la realizzazione di camminamenti in terra battuta costipata, stabilizzati tramite l'aggiunta di una soluzione di particolari additivi non tossici tipo Glorit, a base di sali inorganici. In questo modo, infatti, i vantaggi “t

ecnici”, come l'eliminazione dell'interferenza dovuta alle sostanze organiche attive e la perfetta bagnabilità del terreno da parte del cemento, si sono uniti a quelli estetici, quali il mantenimento del colore del materiale terroso di partenza simile a quello della terra battuta, ma anche di ordine pratico, con una riduzione tanto della crescita della vegetazione quanto del sollevamento di polvere

o della creazione di fango in caso di pioggia. Solo in un preciso tratto del percorso non è stata volutamente prevista alcuna pavimentazione, dal momento che come superficie per il camminamento, verrà utilizzata direttamente la stessa roccia affiorante, debitamente livellata e ripulita dalla vegetazione spontanea e dai massi di pietra presenti.
A servire l'area saranno poi le zone non occupate dai

camminamenti ad esse adiacenti, organizzate come spazi di sosta, pavimentate sempre in pietra calcarea o sistemate in terra vegetale e arricchite da piante esistenti salvaguardate ed essenze di nuova piantumazione, opportunamente scelte tra quelle tipiche della vegetazione mediterranea in maniera che si accordino bene al conte-sto in cui vengono inserite.
La recinzione di sicurezza, che interessa tu

tti i contorni dell'area d'intervento adiacenti allo strapiombo sulla cava sottostante ed i terrazzamenti sfalsati, sarà costituita da parapetti in legno trattato in autoclave.
Quale fonte di tradizione e di caratterizzazione dell'intero territorio, non poteva essere trascurata la manutenzione e, laddove necessario, il ripristino dei muri a secco esistenti che si trovano in cattivo stato, mediante l

o smontaggio ed il rimontaggio del pietrame esistente, nel pieno rispetto delle posizioni originarie. L'arredo dell'area, costituito dalle panchine e dai cestini per la raccolta dei rifiuti, riproduce il binomio pietra-legno: le une, realizzate in pietra dura bocciardata, verranno collocate lungo i camminamenti pedonali ed in corrispondenza dei punti maggiormente panoramici; gli altri, costituiti da c

esti in lamiera zincata rivestiti in legno, saranno sostenuti da un palo montante, anch'esso realizzato in legno e fissato nel terreno. Quanto all'illuminazione, si persegue lo scopo di valorizzare il panorama notturno del costone roccioso dall'esterno, servendosi dei soli apparecchi incassati nella pavimentazione o interrati con riflettori speculari in alluminio e diffusori in vetro stampato, che ver

ranno posizionati lungo tutti i camminamenti pedonali, in corrispondenza di spuntoni di roccia affioranti e all'interno della grotta.
Rispetto agli obiettivi ambientali, il progetto raggiunge ottimi risultati di ecocompatibilità, mentre sul piano turistico racchiude grandi potenzialità di sviluppo.
Due aspetti che, insieme, contribuiscono ad un rilancio di una delle zone più scenografiche della

città. Se si considera infatti la visione d'insieme della zona (piazza - prima parte della panoramica - suo prolungamento) non è difficile immaginare una realistica rianimazione di un intero quartiere che, dotato di ulteriori attrattive di tipo commerciale, darebbe valore e promozione al patrimonio naturale senza minimamente comprometterlo. Resta forse l'unica remora di non poter abbattere le barrie

re architettoniche per dare comodo accesso a carrozzine e disabili, dovuta ai notevoli dislivelli che si ritrovano nei due punti d'ingresso e lungo i percorsi. Per fare ciò, infatti, occorrerebbe inserire rampe e riempimenti vari lungo i percorsi, ottenendo però delle strutture a forte impatto visivo ed ambientale, e quindi non in linea con i principi ispiratori del progetto, oltre che economicamente molto onerose.
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